L’orto di Cristo

(Intervento di Donato Pepe, in qualità di editore, alla presentazione del volume Suoni di luce, edito dalla casa editrice Telemaco.)

Don Nino, vorrei dare a questa mia riflessione il titolo di una tua poesia.
L’orto di Cristo.
(ascoltiamola)

É vero che Dio é Presenza
semina pure in altri campi.
Soffia dove vuole con Sapienza
perché la Carità agisce di nascosto.
Ma se il seme non é l’Amore
allora l’orto non é di Cristo.

Consentitemi una breve riflessione. La scuola di Basilicata già negli anni 80-90 aveva professionisti di primissimo piano sotto il profilo pedagogico e didattico. Era prevalente d’ispirazione cristiana mutuata dall’Azione Cattolica, presente nella parrocchie, sostenuta da tutti i vescovi di Basilicata. Questa scuola ha formato intelligenze che oggi sono disperse nel mondo con compiti spesso dirigenziali di primissimo piano. L’elenco é lunghissimo, faremmo notte se tentassimo di citarne alcuni casi. Ma la dispersione in Europa e nelle Americhe dei giovani lucani non é un frutto dell’amore della nostra terra per i suoi figli, e comunque non é stato un frutto coltivato nell’orto di Cristo.
Il mezzogiorno, é noto, é una terra potenzialmente ricca, dispone di un grande patrimonio naturalistico e ambientale, di risorse artistiche ancora tutte da studiare, ha svolto ruoli da protagonista nella storia d’Italia e d’Europa. Tuttavia la nostra maggiore risorsa  é il cuore e l’intelligenza della nostra gente. Ricchezza che ahimè le nostre comunità regionali non riescono a valorizzare. Di conseguenza i nostri giovani sono dispersi per il mondo, di conseguenza il nostro territorio appare inesorabilmente destinato alla desertificazione e i nostri borghi all’abbandono.
Ecco di fronte a problematiche così impegnative e gravi vi pare giusta la scelta di un uomo di cultura, professore di liceo, che si faccia diacono, e poi si abbandoni all’otium aristocratico impegnando il suo tempo a scrivere poesie? É giusto che un ex dirigente scolastico in pensione metta da parte la sua passione per la scuola e per le problematiche del territorio per dedicarsi ad una improbabile ed improduttiva avventura editoriale allo scopo di soddisfare l’immaturo bisogno di alcuni intellettuali alla ricerca di allori poetici e letterari?
In principium erat verbum così apre il Vangelo di Giovanni. La parola é la chiave di ogni relazione, di ogni dialogo. É la parola che consente all’Amore di esprimersi. Fu una parola, il Fiat di Dio, a dare origine a tutte le cose. Fu una parola il Fiat di Maria che ha dato origine al Cristianesimo e alla Chiesa.
I primi filosofi hanno scritto non saggi o trattati ma poemi, che hanno sfidato i secoli, anzi i millenni e sono ancora letti con profitto da chi cerca ancor oggi di dare un senso e di autenticare la propria esperienza esistenziale.
Allora la parola e la poesia possono, se utilizzate come sterile esercizio retorico, ricondursi all’otium come puro divertimento intellettuale, ma se orientano il nostro sguardo verso i valori eterni fecondati dall’Amore di Dio si costituiscono come una efficace strategia di comunicazione e di evangelizzazione allora sono frutti succulenti e fecondi di salute e di vita, sono frutti gustosi coltivati nell’orto di Cristo.

Questa considerazione può ampiamente giustificare la pubblicazione di un libro di poesie oggi e la nascita di una casa editrice sul nostro territorio. L’esprit de finesse di cui parla Pascal che fa prevalere le ragioni del cuore sulla retorica dell’economia e della politica, ha la forza di recuperare senso alle nostre parole, alla nostra vocazione, ad un nostro rinnovato impegno nelle comunità e sul territorio perché vorremmo che Cristo riprendesse a coltivare qui il suo orto e ridare così speranza al mezzogiorno d’Italia.
Questo a me sembra il senso della poesia di don Nino.

In questo libro, faccia a faccia con i versi di Nino, sono state pubblicate opere classiche e moderne di arte sacra lucana. Si é voluto mettere in dialogo la parola con l’immagine si é voluto dare spazio ad artisti lucani giovani e meno giovani. Alcuni ci sono ignoti come l’autore della Madonna con Bambino del 1400. Qualcuno é assente giustificato perché molto anziano come Giovanni Bellini nato presumibilmente nel 1430 autore del fantastico trittico custodito in questa Chiesa. Altri, più giovani ci sono qui stasera e meritano tutto il nostro cordiale plauso per aver consentito di impreziosire la nostra pubblicazione con la loro sensibilità artistica e religiosa come espressione della sensibilità e della cultura del trritorio.
Consentitemi come editore di ringraziare personalmente l’artista Giuseppe Ligrani organizzatore di Carovanart Lucania per averci messo in contatto con gli artisti della sua associazione dispersi sul territorio lucano ed anche oltre. Consentitemi di citare in stretto ordine alfabetico
Angela Anelli la giovane artista di Genzano di Lucania autrice della “Lavanda dei piedi” in copertina del volume.
L’architetto Nicola Divietri da Venosa, scultore, incisore e pittore, con la sua Madonna con Bambino pubblicata a pag.42 del nostro volume.
L’artista Luigi Sinisgalli di Ruoti, espressione del surrealismo intimale, autore dell’opera “La vita e la morte” pubblicata a pag.28.
Ed infine la maestra Paola Zito che educa attraverso l’immagine la sensibilità artistica dei bambini di scuola materna ed elementare e che ci ha consentito di impreziosire il nostro volume con il suo “Cristo e le spine” pubblicato a pag. 84 di Suoni di Luce.

Non posso qui non ricordare altre opere pubblicate da questa casa editrice sul filone della interazione tra il linguaggio verbale supportato dalla suggestione delle immagini.
Viaggio attraverso la catechesi Dipinta” di autori vari che tratta di un laboratorio didattico realizzato dalla Scuola di Acerenza nel 2011.
La Divinaccia con audiolibro del 2012 che vede la maestra Nina Barile presentare una parafrasi della Divina Commedia in dialetto genzanese con deliziose illustrazioni della nipote Giulia Stolfi.
Scirocco – Segni di folate e altri segreti – Con DVD – di Aniello Ertico un suggestivo libro che sperimenta la prosa poetica sul tema della regina di Saba, illustrato con 21 tavole del pittore  Vittorio Vertone, edito nel 2015.

Il romanzo “Romualdo di Acheruntia” una storia di scontro-incontro alla ricerca di reciproca comprensione ed integrazione tra civiltà e religioni diverse, ambientato ad Acerenza intorno all’anno mille con deliziose illustrazioni di Antonio Masini. edito nel 2017
Infine un saggio di Don Gaetano Lorusso dal titolo Omelie domenicali per immagini anche questo edito nel 2017.
Chiedo scusa per la divagazione ma era necessaria per dimostrare come le pubblicazioni di Telemaco, esulano dal genere puramente ricreativo per sperimentare temi e strategie di promozione culturale e creativa sul territorio.

Grazie per la paziente attenzione.

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