Spiritus loci…… in Acheruntia

Emiliano Negro, un giovane cantautore, venuto da Roma sulle tracce dell’Imperatore Giuliano l’Apostata. Sarà suo il busto custodito nel Museo di Acerenza? In attesa che apra il museo, entra nell’Auditorium dedicato al maestro Rocco Cristiano. E la musica gli sale dall’anima, lo avvolge e sembra rompere l’incantato silenzio di questo borgo. Poi le voci di alcuni degli indigeni. Qualcuno gli parla della civiltà contadina, qualcun altro gli parla di musica, di arte, di libri. Poi una citazione latina: “spiritus loci”. Finalmente la folgorazione! Sarà questo il titolo del suo CD, la voce della sua anima.

LA COMUNIONE – Una meditazione all’ombra di una cattedrale medioevale

LA SFINGE DI TEBE. Un antico adagio sconsiglia la comunicazione per concentrare tutte le proprie energie nell’azione. In realtà il sistema pensiero-azione è un processo che implica il passaggio da una fase ideativa, che impegna il pensiero, ad una fase attuativa, che impegna il corpo nell’agire. Porre un punto di domanda in attesa della risposta, equivale a bloccare con uno […]

Il teriantropo della Cattedrale e l’angolo facciale di Camper

Il termine teriantropo deriva dal greco therion, “animale selvaggio” e antropos “uomo” e ci rimanda  al mito di  Zeus che trasformò il re Licon di Arcadia in un lupo furioso. Una delle prime testimonianze storiche di teriantropia  giunge dall’antico Egitto dove era usuale la rappresentazione degli Dei in parte in forma umana  in parte animale. Il dio Anubi, protettore della […]

In Biblioteca sulle tracce del nibbio (Dott. Angelo Schiavone)

Nel suo articolo “Il nibbio, uno dei più antichi elementi che caratterizzano l’identità di Acerenza”, Donato Pepe evoca la figura di Orazio “affascinato dal volo maestoso dei rapaci che allora come oggi solcano il cielo di Acerenza”. Altri autori latini furono interessati a questo nobile rapace. Ovidio nel descrivere una costellazione, narrò nei “Fasti” come il nibbio fu posto nel cielo stellato.
“Vi era un mostro che chi ne avesse bruciate le viscere poteva vincere gli eterni dei, Saturno l’uccise e già stava per darne le viscere alle fiamme quando Giove ordinò che le rapissero gli uccelli. Le portò il Nibbio che ebbe in premio il cielo”.

La Cattedrale di Acerenza (Donato Pepe)

Se proviamo a consultare l’Enciclopedia dell’Arte Medievale di G. Arnaldi, troviamo che il significato della parola chiesa è riconducibile in primo luogo alla comunità dei credenti che vivono all’interno di un determinato contesto civile poi, dopo l’editto di Costantino, lo spettro semantico si allarga per includere anche l’edificio che ha la funzione di accogliere il momento assembleare di quella comunità.

Mi piace richiamare le parole che il Cardinale Martini pronunciò qui ad Acerenza quando ci suggeriva di aver cura della nostra tradizione e della nostra storia, “Dio é con Voi, siate segno di speranza” per il mondo contemporaneo.

La Chiesa rupestre di San Michele Arcangelo ad Acerenza (Angelo Schiavone)

La grotta di Acerenza, come tutte le caverne e chiese lucane dedicate a san Michele Arcangelo, è orientata a nord-ovest cioè verso il Gargano a testimonianza della stretta relazione con quel culto (G. Otranto, F. Raguso, M. D’Agostino. S. Michele Arcangelo dal Gargano ai confini Apulo-Lucani).
Nella grotta è ancora conservata una statua lignea raffigurante il santo, opera dell’artigiano acheruntino Angelo Maria Marmo detto “Furnaciar”.<

Acerenza, il silenzio e le sirene di Angelo Schiavone

Alcune persone non sono più capaci di rimanere a lungo in silenzio e in solitudine”.
Fu alla ricerca di questo silenzio che tre anni fa, su invito di un mio caro amico che aveva acquistato casa ad Acerenza, mi ritrovai a passeggiare per le stradine del centro storico. Sul cornicione della Cattedrale una Sirena bicaudata attrasse la mia attenzione.

Sirena era il nome, nella Grecia antica, con cui venivano chiamate le ragazze vergini che si rifiutavano di donare la loro purezza agli Dei e che per questo furono trasformate in uccelli col volto di donna.

Neuropsicologia delle emozioni nella letteratura e nell’arte

E’ stato dimostrato che il lato sinistro del volto mostra più intensamente le emozioni rispetto al controlaterale come evidenziato da una ricerca condotta presso l’Università di Melbourne su 1500 quadri del Cinquecento e del Seicento. I ricercatori Australiani hanno rilevato che il 68 % delle donne aveva esposto al ritrattista il profilo sinistro, quindi la parte del viso controllata dall’emisfero […]

Il percorso dell’ascesi nella Cattedrale di Acerenza.

di Donato Pepe

Lenormand aveva definito nel 1883 il complesso iconografico del portale di Acerenza di incredibile oscenità. In realtà quel complesso era stato codificato secondo la visione allegorica del bestiario medievale per cui se utilizziamo quel codice per decodificare il messaggio scopriamo un edificante percorso di ascesi coerente con la enciclica di Benedetto XVI sull’amore cristiano (Deus Charitas est).
Questa nuova interpretazione era stata proposta già nel 2008 da Margherita Pasquale in “Studi Bitontini 85 -86”

La Metafisica nell’arte contemporanea

Ricordo di un amico: Giuseppe Pedota a un anno dalla scomparsa
Questo commosso ricordo, evocato dall’Architetto Carmine Pietrapertosa, in occasione del 1° anniversario della scomparsa di Giuseppe Pedota testimonia la traccia profonda in termini di trame affettive e di trascinamento culturale che il poliedrico artista, recentemente scomparso, ha lasciato nella sua città natale.
Per una più ampia informazione sull’artista e sulla sua produzione si rimanda al sito ufficiale ed alla pagina tratta dal sito dell’architetto Pietrapertosa