Suggestioni neoteniche in un borgo medioevale

Il rettore emerito della Università di Basilicata Damiano Fonseca definisce il Borgo di Acerenza come Città-Cattedrale. Nella radice etimologica del termine civitas c’é il cittadino, la sua identità civile, la pregnanza etica della cultura intesa come orientamento alla promozione umana della comunità. Nella radice etimologica del termine Cattedrale c’é la pregnanza pedagogica della cattedra luogo del magistero del Vescovo che […]

L’Imago Pietatis della Cripta della Cattedrale di Acerenza di Nicola Partipilo

      Il Bassorilievo Nella Cripta cinquecentesca della Cattedrale di Acerenza, sulla facciata del plinto di una delle colonne che sostengono al volta, si osserva un bassorilievo con l’Immagine di Cristo con i segni della Crocifissione, meritevole di considerazione, analisi e riflessioni. La conoscenza e l’interpretazione di un bene artistico e culturale del patrimonio della Chiesa è sempre un […]

Personale di Maria Cristina Fior tabacco nel Museo diocesano di arte sacra di Acerenza

Ho accettato volentieri di descrivere didascalicamente la nuova produzione artistica della mia amica Maria Cristina Fior Tabacco poiché da quando ho avuto il piacere di conoscerla mi ha incuriosito il suo modo di dipingere e di esprimere le sue nostalgie imprimendole con sapiente maestria decorativa su tele di piccola dimensione quasi fossero preziosi regali da consegnare al mondo. La stessa […]

E’ in stampa La cetonia sul cardo (II edizione) “Parole liete, nate nella notte a dare luce all’anima”

“Parole liete, nate nella notte a dare luce all’anima“. (da “Prima erano le cose”. Domenico Gilio) Desidero ringraziare sentitamente Telemaco Edizioni che, volendo pubblicare alcune opere grafiche di mio padre su questa pregevolissima raccolta di poesie di Domenico Gilio, mi offre l’occasione per rinsaldare un sentimento molto caro alla mia famiglia: l’amore per la terra di Basilicata. Acerenza, città natale […]

Spiritus loci…… in Acheruntia

Emiliano Negro, un giovane cantautore, venuto da Roma sulle tracce dell’Imperatore Giuliano l’Apostata. Sarà suo il busto custodito nel Museo di Acerenza? In attesa che apra il museo, entra nell’Auditorium dedicato al maestro Rocco Cristiano. E la musica gli sale dall’anima, lo avvolge e sembra rompere l’incantato silenzio di questo borgo. Poi le voci di alcuni degli indigeni. Qualcuno gli parla della civiltà contadina, qualcun altro gli parla di musica, di arte, di libri. Poi una citazione latina: “spiritus loci”. Finalmente la folgorazione! Sarà questo il titolo del suo CD, la voce della sua anima.

LA COMUNIONE – Una meditazione all’ombra di una cattedrale medioevale

LA SFINGE DI TEBE. Un antico adagio sconsiglia la comunicazione per concentrare tutte le proprie energie nell’azione. In realtà il sistema pensiero-azione è un processo che implica il passaggio da una fase ideativa, che impegna il pensiero, ad una fase attuativa, che impegna il corpo nell’agire. Porre un punto di domanda in attesa della risposta, equivale a bloccare con uno […]

Il teriantropo della Cattedrale e l’angolo facciale di Camper

Il termine teriantropo deriva dal greco therion, “animale selvaggio” e antropos “uomo” e ci rimanda  al mito di  Zeus che trasformò il re Licon di Arcadia in un lupo furioso. Una delle prime testimonianze storiche di teriantropia  giunge dall’antico Egitto dove era usuale la rappresentazione degli Dei in parte in forma umana  in parte animale. Il dio Anubi, protettore della […]

In Biblioteca sulle tracce del nibbio (Dott. Angelo Schiavone)

Nel suo articolo “Il nibbio, uno dei più antichi elementi che caratterizzano l’identità di Acerenza”, Donato Pepe evoca la figura di Orazio “affascinato dal volo maestoso dei rapaci che allora come oggi solcano il cielo di Acerenza”. Altri autori latini furono interessati a questo nobile rapace. Ovidio nel descrivere una costellazione, narrò nei “Fasti” come il nibbio fu posto nel cielo stellato.
“Vi era un mostro che chi ne avesse bruciate le viscere poteva vincere gli eterni dei, Saturno l’uccise e già stava per darne le viscere alle fiamme quando Giove ordinò che le rapissero gli uccelli. Le portò il Nibbio che ebbe in premio il cielo”.

La Cattedrale di Acerenza (Donato Pepe)

Se proviamo a consultare l’Enciclopedia dell’Arte Medievale di G. Arnaldi, troviamo che il significato della parola chiesa è riconducibile in primo luogo alla comunità dei credenti che vivono all’interno di un determinato contesto civile poi, dopo l’editto di Costantino, lo spettro semantico si allarga per includere anche l’edificio che ha la funzione di accogliere il momento assembleare di quella comunità.

Mi piace richiamare le parole che il Cardinale Martini pronunciò qui ad Acerenza quando ci suggeriva di aver cura della nostra tradizione e della nostra storia, “Dio é con Voi, siate segno di speranza” per il mondo contemporaneo.

La Chiesa rupestre di San Michele Arcangelo ad Acerenza (Angelo Schiavone)

La grotta di Acerenza, come tutte le caverne e chiese lucane dedicate a san Michele Arcangelo, è orientata a nord-ovest cioè verso il Gargano a testimonianza della stretta relazione con quel culto (G. Otranto, F. Raguso, M. D’Agostino. S. Michele Arcangelo dal Gargano ai confini Apulo-Lucani).
Nella grotta è ancora conservata una statua lignea raffigurante il santo, opera dell’artigiano acheruntino Angelo Maria Marmo detto “Furnaciar”.<