Contestualizzare la Musica per capirla meglio di Emiliano Negro

Un giorno un mio interlocutore affermò : “certo l’amicizia di Wagner con Hitler ai tempi del Nazismo lascia comprendere il perché la musica del compositore non venga vista di buon occhio!”

Sforzandomi di non apparire scortese feci notare che una amicizia tra i due sarebbe stata al quanto impossibile visto che Wagner morì nel 1883 a Venezia e non conobbe, per sua fortuna, il dittatore di origine austriaca che nacque sette anni dopo.  Dovetti insistere, poi si persuase, ma concluse che certamente avrebbero potuti essere buoni amici!.

Durante la dittatura nazista ha forse inizio l’uso improprio della musica, vale a dire di sfruttare a scopo di propaganda composizioni di autori non più in vita riadattandone, a piacimento, il senso e il contesto storico- artistico, nonché il messaggio impresso dall’autore da svelare a cura dell’ascoltatore/pubblico. Peggio ancora in alcuni casi se ne stravolgeva, appunto, in toto, il significato.

Ahimè, ma soprattutto, poveri autori e artisti in generale che hanno subito e subiscono tale usurpazione!

Devo dire che se a fare da apri pista siano stati i soliti cattivi, si è continuato bellamente a praticare tale tecnica, della serie ‘’se combatti il diavolo qualcosa di diabolico per batterlo devi averlo anche tu’’.

Torniamo a Richard Wagner che, ovviamente, non diede mai il consenso ad utilizzare le sue opere come colonna sonora delle imprese naziste, la sua musica è comunque associata alla violenza: celebre la scena nel film “Apocalypse Now” di Francis Ford Coppola dove gli elicotteri Apache partono all’arrembaggio mitragliando i villaggi Viet Cong , la Cavalcata delle walchirie rende epica la scena!

Povero Wagner, oltre ai nazisti gli è toccato ‘’ musicare ‘’ anche gli assalti made in USA!

Ludvig Van Beethoven a mio giudizio resta il più vituperato:“Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick, lo rilancia sul proscenio associandolo a scene di distorta libidine e violenza di vario genere, mostrando anche il celebre ritratto che lo raffigura con un piglio poco rassicurante.

Risultato: Beethoven era un violento e anziché forza dirompente dell’amore la sua musica suggerisce di dare pugni in pieno viso al primo malcapitato; a più riprese si coinvolge anche Giocchino Rossini con la sua Ouverture del Guglielmo Tell.

A pensare che l’Inno alla gioia ( testo di Friedrich Schiller ) è forse la più commovente dichiarazione d’amore compiuta da un artista al genere umano, vengono i brividi che sia stata scelta anche come Inno dell’ Unione Europea; che qualcuno l’abbia forse mal compresa visti i risultati di quest’ultima?                   Non dimentichiamo, sempre nel film sopra citato, l’adattamento dell’immortale Nona alle marce del Reich .

A memoria mi fermo qui, in ogni caso anche Beethoven sembra essere stato amico degli assassini. Altri compositori sono stati invece gettati nell’oblio solamente per aver svolto la propria attività artistica in quei tempi fatali per le sorti di milioni di persone. A dire il vero alcuni riabilitati a metà.

A guerra finita dopo il 1945 si svolsero in Germania i processi di Denazificazione, furono imputati anche noti artisti di fama internazionale del calibro di Wilhelm Furtwängler e Richard Strauss , furono ‘’assolti ‘’, ma condannato, il primo, al limbo eterno, sottile confine tra il bene e il male; in pochi sanno che Furtwängler oltre ad essere stato, a giudizio universale, un grande direttore d’orchestra era anche compositore; quattro sinfonie, un concerto per pianoforte e orchestra etc … Strauss invece compose l’Inno per le storiche Olimpiadi di Berlino del 1936! Non siete curiosi di ascoltarlo? Quando a Basilea chiesi ad un preparato commesso di una discoteca del centro se fosse possibile ordinare il cd dove era eseguito l’Inno delle Olimpiadi del ’36 di Strauss mi guardò assai perplesso, ma si mise a cercare per poi esclamare incredulo mezzo in italiano: << ja esiste ! >>.

Posso continuare, con opere dimenticate e raramente eseguite di Beethoven e altri ancora, per il semplice motivo che sono ritenute ‘’ scomode da contestualizzare ‘’, in altre parole una sorta di condivisa censura docilmente accettata dalla maggioranza delle orchestre e direzioni artistiche di tutto i mondo.

La musica non è fatta solamente per distrarci, come vogliono farci credere a tutti i costi oggigiorno, ma veicola anche altri significati, in alcuni casi senza l’utilizzo di un testo cantato, quindi facili da scoprire a livello emozionale, significati più complessi , ma non impossibili da codificare se riusciamo a contestualizzarli nel modo corretto. Anche le musichette commerciali che ormai ci perseguitano ovunque (anche quando preferiremmo restare in silenzio, oppure inventarcene una noi e canticchiarla sottovoce nella nostra mente) hanno un potere non da sottovalutare, basta guardare quanti spostati circolano liberamente nel nostro sfilacciato tessuto sociale per rendercene conto.

Ascoltare la Musica è un esercizio che va praticato costantemente, la sensibilità innata aiuta, ma non basta.

Non riesco a trattenere lo sconforto, nonostante le scene iniziali oggettivamente belle e colme di pathos del film “2001 Odissea nello spazio” ( sempre Stanley Kubrick ), quando l’uomo scimmia brandisce un osso facendolo ricadere su di un altro spaccandolo, il quasi uomo comprende che è in grado di uccidere un altro suo simile utilizzando un’arma seppur rudimentale… la musica è celeberrima, poema sinfonico di Richard Strauss “Also sprach Zarathustra” ispirato al celebre scritto di Friedrich Nietzsche: sotto la metafora di corda tesa in bilico tra il bene e il male l’uomo deve sforzarsi di oltrepassare l’abisso (Kali Yuga) che sembra volerlo inghiottire nel vortice della follia, nel nulla così drammaticamente attuale. A mio modesto parere c’entra poco, o forse niente, con la scoperta della furia omicida.

Ecco come l’utilizzo poco attinente della Musica può fuorviarne la comprensione e bloccare l’immaginazione e l’interpretazione della stessa ad immagini fuori contesto, al di là delle intenzioni dell’autore.

Viene spontaneo associare ‘’Nel blu dipinto di blu’’ (Volare) di Domenico Modugno alla sua immagine a braccia aperte intento ad intonare a piena voce uno dei ritornelli più famosi al mondo, ma provate a immaginare se venisse utilizzato come cornice musicale al volo dell’Enola Gay.

 

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