Suggestioni neoteniche in un borgo medioevale

Il rettore emerito della Università di Basilicata Damiano Fonseca definisce il Borgo di Acerenza come Città-Cattedrale.

Nella radice etimologica del termine civitas c’é il cittadino, la sua identità civile, la pregnanza etica della cultura intesa come orientamento alla promozione umana della comunità.

Nella radice etimologica del termine Cattedrale c’é la pregnanza pedagogica della cattedra luogo del magistero del Vescovo che impugna il pastorale in nome di Cristo Via, Verità e Vita. La Cattedrale di Acerenza unica al mondo, per quel che mi risulta, propone alla devozione dei fedeli il pastorale di San Canio come icona della diocesanità ossia del ruolo del Vescovo espressione della maternità della Chiesa che si prende cura dei suoi figli. Questa dimensione é espressa in maniera mirabile nella Pala del Rosario che presenta la comunità diocesana con in capo il suo Vescovo in attesa di ricevere dalla Madonna una corona del Rosario a significare che la preghiera si pone a fondamento della vita della Chiesa, della sua riflessione teologica, rappresentata dalla figura dell’aquinate e della funzione evangelizzatrice rappresentata da San Domenico. Questo il senso del valore della maternità così com’è espressa in modo eminente nel sinolo Maria-Chiesa.

La suggestione neotenica poi ci riconduce alla radice dell’esperienza umana, ritornare in qualche modo nel grembo della madre, riscoprirsi bambino attaccato al seno per succhiare il latte materno alimento di vita a garanzia di uno sano sviluppo fisico, mentale, culturale, spirituale uno sviluppo orientato a Dio che ci riconduca in una condizione di innocenza, di purezza. La suggestione neotenica ci suggerisce come metodo ineludibile il ritorno costante alle radici.

Il contributo del dottor Angelo Schiavone non si avventura in questi temi di fondamentale pregnanza ecclesiale egli infatti é medico e come tale si avvale di un linguaggio scientifico con particolare attenzione alla evoluzione storica, alla produzione letteraria e, per spiegare questa evoluzione, ci accompagna in un suggestivo viaggio nel mondo delle neuroscienze che ci aiutano a comprendere l’interazione dei neuroni del nostro cervello che presiedono alla esperienza della relazione, della comunicazione, del silenzio, dell’emozione ed anche al racconto della vicenda umana attraverso l’espressione artistica che presiede alla stratificazione storica della nostra identità civile così come é maturata nei secoli su questo territorio.

Naturalmente qui sono costretto ad una sintesi molto stretta che non ha la pretesa di spiegare esaurientemente ma solo ad aprire piste di ricerca perché l’inculturazione della fede é un ineludibile dovere degli intellettuali cattolici del nostro tempo che non possono eludere lo sviluppo della ricerca scientifica tenendosi a distanza di sicurezza da tutto ciò che viene considerato sbrigativamente come miasmo diabolico che alimenterebbe, si dice, la presunzione di spiegare il mistero della natura umana e del suo ultimo destino. Anche l’intelligenza é un dono di Dio, e intelligere é un preciso dovere etico-morale giacché l’assenza dei cattolici dal panorama della ricerca scientifica alimenta il processo di scristianizzazione della cultura occidentale.

L’iconografia della Cattedrale ci offre un quadro esauriente della progressiva evoluzione da una cultura dogmatica della sbrigativa definizione delle verità di fede verso un orientamento che accolga il contributo della ricerca scientifica. Nel manifesto dell’umanesimo di Pico della Mirandola c’é ancora un preciso riferimento alle ineludibili istante della fede. Il problema é di metodo, i cattolici non hanno saputo integrare la ricerca scientifica che al metodo deduttivo tendeva a preferire il metodo sperimentale di tipo galileiano. Già Pascal ci aveva avvertiti che la conoscenza come il treno corre su due binari coessenziali l’uno all’altro l’esprit de geometrie ed esprit de finesse, il primo ci aiuta a comprendere e a gestire la fenomenologia dei dinamismi della natura, il secondo ci consente di entrare in profondità in noi stessi per dare senso alla nostra esperienza umana in relazione con Dio.

Eppure ancor oggi le ricerche della psicanalisi attraverso il metodo sperimentale evidenziano la prevalenza delle istanze spirituali nella coscienza dell’uomo cito solo gli studi di Hillmann e se gli studi psicanalitici tentano di recuperare nella cultura orientale una possibile risposta alle istanze di spiritualità che l’uomo contemporaneo esprime ciò è dovuto al rifiuto dei cattolici di dialogare sul terreno scientifico con l’evoluzione di questi studi.

Un ultimo riferimento mi sia consentito alle dottrine politiche quando Giovanni Pontano nel De principe parlava di un possibile equilibro tra le istanze della obbedienza civile con le istanze inviolabili della libertà della persona così come intesa anche nei testi paolini é stata l’assenza dei cattolici dal dibattito a far precipitare nella situazione attuale la cultura politica che si nutre ormai della cultura dell’insulto e delle secchiate di fango alla Sgarbi tanto per intenderci giacchè la cultura dell’insulto e della rottamazione dell’altro si legittima perché se si assume il successo politico e il potere come fine ultimo o come esplicitazione della volontà di potenza (Nietzsche) si giustifica conseguentemente qualunque mezzo per quando moralmente ripugnante (Macchiavelli).

Telemaco Edizioni pur nella consapevolezza dei suoi limiti é orgogliosa per aver raccolto e consegnato alla storia culturale della nostra comunità questi libri che adeguatamente valorizzati ci aiuteranno a crescere ed a sviluppare il nostro senso di responsabilità nella tutela e nella gelosa conservazione dell’immenso patrimonio storico artistico che ci é stato affidato dai nostri antenati e che dobbiamo consegnare alle giovani generazioni.

 

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