Maria Romana De Gasperi nel ricordo di don Giuseppe De Luca e di Alcide De Gasperi ripropone il progetto di una rifondazione culturale della politica Italiana.

Uno dei più grandi interpretri della della cultura cattolica del novecento fu un prete lucano pensava che L’anima non la salviamo senza il supporto dell’intelligenza. E’ l’intelligenza che da legna al fuoco dell’amore. De Luca proponeva un forte impegno per l’inculturazione della fede come via maestra per ridare anima, slancio etico alla cultura, all’economia, alla politica del nostro paese. Questo […]

Charle Spina diviene cittadino onorario di Acerenza

Appena un mese fa un set cinematografico con attori italo canadesi di primissimo piano hanno girato un film   qui ad Acerenza tratto da un libro di Kenneth Cancellara “In cerca di Marco” edito dalla Casa editrice Telemaco. Qualche giorno fa una lunga trasmissione su Sky parlava di un imprenditore Acheruntino, Vincenzo Tiri che da diversi anni produce ad Acerenza […]

Sacralità dell’arte e funzione della critica.

Premetto che queste considerazioni nascono da un dialogo pressoché quotidiano con uno studioso laico, il dott. Angelo Schiavone specialista in neurologia, di formazione prevalentemente scientifica, autore del volume «Suggestioni neoteniche in un borgo medioevale» pubblicato recentemente da Telemaco Edizioni – Acerenza nella sua seconda edizione. Gioacchino da Fiore, teologo della storia del XII secolo, ritiene che l’immaginazione sia ineludibile precondizione […]

Suggestioni neoteniche in un borgo medioevale

Il rettore emerito della Università di Basilicata Damiano Fonseca definisce il Borgo di Acerenza come Città-Cattedrale. Nella radice etimologica del termine civitas c’é il cittadino, la sua identità civile, la pregnanza etica della cultura intesa come orientamento alla promozione umana della comunità. Nella radice etimologica del termine Cattedrale c’é la pregnanza pedagogica della cattedra luogo del magistero del Vescovo che […]

Dopo elezioni, sempre più buio. Adda passa a nuttata?

Robert Pogue Harrison scrive recentemente “L’era della giovinezza – Una storia culturale del nostro tempo”. Secondo Harrison la genialità di Heinstein é dovuta essenzialmente alla sua capacità di invenzione ove combina in maniera innovativa i materiali della sua esperienza proprio come fa un bambino mentre gioca con i sassi che raccoglie per strada. La genialità di Platone starebbe nella sua […]

Spiritus loci…… in Acheruntia

Emiliano Negro, un giovane cantautore, venuto da Roma sulle tracce dell’Imperatore Giuliano l’Apostata. Sarà suo il busto custodito nel Museo di Acerenza? In attesa che apra il museo, entra nell’Auditorium dedicato al maestro Rocco Cristiano. E la musica gli sale dall’anima, lo avvolge e sembra rompere l’incantato silenzio di questo borgo. Poi le voci di alcuni degli indigeni. Qualcuno gli parla della civiltà contadina, qualcun altro gli parla di musica, di arte, di libri. Poi una citazione latina: “spiritus loci”. Finalmente la folgorazione! Sarà questo il titolo del suo CD, la voce della sua anima.

TELEMACO EDIZIONI ADERISCE AL PROGETTO ASSOCIATIVO DEL MEDIO BRADANO

Che tristezza affacciarsi ad un balcone di Acerenza e vedere i fianchi delle nostre colline incolte, i borghi che si distendono a valle appaiono come presepi dismessi, senza pastori. Non c’é più la stella cometa. Sulla pianura si staglia minacciosa l’ombra del castello di Erode. Dalle antiche terre della Magna Grecia arriva irregolare il ψύχω (soffio, respiro). La nostra terra […]

Le radici biologiche e culturali del razzismo

16 maggio 2014 Una recente ricerca pubblicata sulla rivista “Nature Neuroscience”(1) ha dimostrato che nel cervello di individui messi a contatto con gruppi etnici differenti dal proprio, si attiva l’amigdala: nucleo cerebrale specializzato in emozioni a carattere negativo (paura, disgusto). Se i soggetti sono però educati al rispetto e alla convivenza con individui etnicamente diversi, dopo un millesimo di secondo […]

Presentato all’UniTre di Genzano di Lucania “La Divinaccia”, seconda pubblicazione di Nina Barile

Con la Divinaccia, la Barile, ha voluto dare seguito ai “Fattaridd”, affidando stavolta al linguaggio, piuttosto che a personaggi esemplari, il compito di narrare l’ ‘epopea’ in cui ha speso il fulcro della suo esistenza.
Basti una terzina a chiarire il senso dell’opera: “ Era la prim’ora du matin/ Qualche stèlle ancore stacij appecciate,/ Non me parije abbunghiann d’aria fine. (Erano le prime ore del mattino/ Qualche stella ancora brillava/ Non riuscivo a saziarmi dell’aria sana e sottile.)