In Biblioteca sulle tracce del nibbio (Dott. Angelo Schiavone)


Nel suo articolo “Il nibbio, uno dei più antichi elementi che caratterizzano l’identità di Acerenza”, Donato Pepe evoca la figura di Orazio “affascinato dal volo maestoso dei rapaci che allora come oggi solcano il cielo di Acerenza”. Altri autori latini furono interessati a questo nobile rapace. Ovidio nel descrivere una costellazione, narrò nei “Fasti” come il nibbio fu posto nel cielo stellato.
“Vi era un mostro che chi ne avesse bruciate le viscere poteva vincere gli eterni dei, Saturno l’uccise e già stava per darne le viscere alle fiamme quando Giove ordinò che le rapissero gli uccelli. Le portò il Nibbio che ebbe in premio il cielo”.

Acerenza, il silenzio e le sirene di Angelo Schiavone

Alcune persone non sono più capaci di rimanere a lungo in silenzio e in solitudine”.
Fu alla ricerca di questo silenzio che tre anni fa, su invito di un mio caro amico che aveva acquistato casa ad Acerenza, mi ritrovai a passeggiare per le stradine del centro storico. Sul cornicione della Cattedrale una Sirena bicaudata attrasse la mia attenzione.

Sirena era il nome, nella Grecia antica, con cui venivano chiamate le ragazze vergini che si rifiutavano di donare la loro purezza agli Dei e che per questo furono trasformate in uccelli col volto di donna.

Presentazione del romanzo “La donna di rugiata” di Gianrocco Guerriero

“La donna di rugiada” come genere letterario risponde a tutti i requisiti del romanzo storico ma se vogliamo è qualcosa di più che un romanzo; è un poema alla femminilità che ci racconta o ci svela come l’esperienza umana si anima solo se illuminata da eros perché dove non c’è amore, non c’è luce, non c’è vita.
Da questo momento,cari lettori, “La donna di rugiada” vi appartiene. L’editore e l’autore hanno una sola speranza che venga accolto con benevolenza, entri nella sensibilità e nella cultura di questo territorio per dare a tutti un senso di leggerezza e di gioia.

Presentazione del libro “La Cetonia sul Cardo” di Domenico Gilio – Telemaco Edizioni


Il giorno 16 agosto 2011 è stato presentata ad Acerenza, in piazza Fossato, la silloge di Domenico Gilio “La Cetonia Sul Cardo”.

Sono intervenuti il critico Mario Ciola, i poeti Aniello Ertico e Marisabell Calitri.

Ha letto alcune liriche l’artista Mimma Congedo da Milano.

Hanno contribuito ad allietare la serate le bambine della scuola di danza ALMA LATINA di Marina Pepice.

SALOME’ SULLE CRESTE DEI ROVI – Introduzione alla poesia di Aniello Ertico

INVITO ALLA LETTURA – L’UOMO NEL VENTO

“Ne sortisce, così, traslitterata nell’alfabeto cubista e dodecafonico di un cantore senza macchie e paure, un’ originalissima Via Crucis in ventitré stazioni: assolate e magnetiche, cruente e primitive, ascetiche e stralunate, peccaminose, a tratti, come una rumba lenta per disfrenare – chissà – una carnalità avvilita. Sono vicoli e radure, castagni moribondi e visionari, tratturi arroventati dallo scirocco e resi deliranti dal limìo delle cicale, postriboli sgargianti e lune troppo piccole per essere di tutti. E’ una babilonica collezione di feticci, reliquie e rimorsi, nostalgie e ravvedimenti in cui l’autore si offre docile, ma provveduto per antica dimestichezza, al rischio degli incantamenti.”

Neuropsicologia delle emozioni nella letteratura e nell’arte


Le emozioni sono essenziali per la nostra esistenza: con esse comunichiamo i nostri stati d’animo, reagiamo agli eventi, ci prepariamo ad affrontare situazioni. L’uomo nel corso dell’evoluzione ha imparato a manifestare le emozioni col linguaggio verbale pur conservando modalità espressive più arcaiche. La ricerca neuropsicologica si è concentrata sulle manifestazioni non verbali delle esperienze emozionali e in particolare sulle espressioni facciali.