In Biblioteca sulle tracce del nibbio (Dott. Angelo Schiavone)


Nel suo articolo “Il nibbio, uno dei più antichi elementi che caratterizzano l’identità di Acerenza”, Donato Pepe evoca la figura di Orazio “affascinato dal volo maestoso dei rapaci che allora come oggi solcano il cielo di Acerenza”. Altri autori latini furono interessati a questo nobile rapace. Ovidio nel descrivere una costellazione, narrò nei “Fasti” come il nibbio fu posto nel cielo stellato.
“Vi era un mostro che chi ne avesse bruciate le viscere poteva vincere gli eterni dei, Saturno l’uccise e già stava per darne le viscere alle fiamme quando Giove ordinò che le rapissero gli uccelli. Le portò il Nibbio che ebbe in premio il cielo”.

I neuroni Gandhi (dott. Angelo Schiavone)

Peculiare dell’uomo è il sentimento della compassione cioè “quel moto dell’animo che ci fa sentire dispiacere o dolore dei mali altrui, quali li soffrissimo noi”. Per provare questo sentimento bisogna calarsi nella mente altrui ed abbandonare la prospettiva egocentrica, bisogna cioè mettersi all’ascolto.

Ascoltare non vuol dire semplicemente percepire suoni o parole ma, come ci insegna Plutarco nel suo “De recta ratione audendi” , disporsi anche fisicamente ad accogliere il pensiero altrui, stare seduti senza pose rilassate o scomposte, tenere il busto eretto e lo sguardo fisso su chi sta parlando, prestare attenzione con una espressione del volto che non lasci trasparire distrazioni, arroganza o insofferenza.

“Vivere senza memoria” di Angelo Schiavone

Un’interessante riflessione sulla funzionalità mnestica correlata con i meccanismi dell’oblio. La memoria ci consente di mantenere traccia delle nostre esperienze di vita e delle esprienze dei nostri avi a fondamento della nostra cultura e della nostra identità personale e sociale. L’oblio ci consente di alleggerire il nostro magazzino dei ricordi per una più facile gestione dello stesso, ma ci consente anche attraverso la funzione di rimozione di liberarci di tracce tossiche o destrutturanti.
Cosa succede quando in situazioni patologiche queste funzioni vengono compromesse?

Neuropsicologia delle emozioni nella letteratura e nell’arte


Le emozioni sono essenziali per la nostra esistenza: con esse comunichiamo i nostri stati d’animo, reagiamo agli eventi, ci prepariamo ad affrontare situazioni. L’uomo nel corso dell’evoluzione ha imparato a manifestare le emozioni col linguaggio verbale pur conservando modalità espressive più arcaiche. La ricerca neuropsicologica si è concentrata sulle manifestazioni non verbali delle esperienze emozionali e in particolare sulle espressioni facciali.