La festa di San Pietro e Paolo nell’iconografia e nel magistero della tradizione acheruntina

I concetti di Tradizione e di Magistero richiamano l’idea di qualcosa di prezioso. Un gioiello che come tale é stato gelosamente custodito perché si ha consapevolezza che la  sua funzione, vitale per l’uomo, è colta nella nostra dimensione sacrale. Chi ha bisogno di custodire qualcosa di prezioso e di importanza vitale  non affida ad altri il gioiello, lo tiene in […]

L’Imago Pietatis della Cripta della Cattedrale di Acerenza di Nicola Partipilo

Il Bassorilievo Nella Cripta cinquecentesca della Cattedrale di Acerenza, sulla facciata del plinto di una delle colonne che sostengono al volta, si osserva un bassorilievo con l’Immagine di Cristo con i segni della Crocifissione, meritevole di considerazione, analisi e riflessioni. La conoscenza e l’interpretazione di un bene artistico e culturale del patrimonio della Chiesa è sempre un momento di arricchimento […]

L’ultimo “Crocifigge” di Nicola Partipilo

    È stato quello gridato non dal popolo, come nella lauda di Jacopone, ma da un establishement scientifico, nel 1988, creatosi per la radiodatazione della Sindone di Torino. Il fenomeno è stato di un tale sconcerto per l’arroganza di sedicenti scienziati internazionali, che a tutt’oggi la questione non si spegne, si capirà perché. Sono passati molti anni dalla radiodatazione […]

LA COMUNIONE – Una meditazione all’ombra di una cattedrale medioevale

LA SFINGE DI TEBE. Un antico adagio sconsiglia la comunicazione per concentrare tutte le proprie energie nell’azione. In realtà il sistema pensiero-azione è un processo che implica il passaggio da una fase ideativa, che impegna il pensiero, ad una fase attuativa, che impegna il corpo nell’agire. Porre un punto di domanda in attesa della risposta, equivale a bloccare con uno […]

L’orto di Cristo

Il mezzogiorno, é noto, é una terra potenzialmente ricca, dispone di un grande patrimonio naturalistico e ambientale, di risorse artistiche ancora tutte da studiare, ha svolto ruoli da protagonista nella storia d’Italia e d’Europa. Tuttavia la nostra maggiore risorsa é il cuore e l’intelligenza della nostra gente. Ricchezza che ahimè le nostre comunità regionali non riescono a valorizzare. Di conseguenza i nostri giovani sono dispersi per il mondo, di conseguenza il nostro territorio appare inesorabilmente destinato alla desertificazione e i nostri borghi all’abbandono.

La Cattedrale di Acerenza (Donato Pepe)

Se proviamo a consultare l’Enciclopedia dell’Arte Medievale di G. Arnaldi, troviamo che il significato della parola chiesa è riconducibile in primo luogo alla comunità dei credenti che vivono all’interno di un determinato contesto civile poi, dopo l’editto di Costantino, lo spettro semantico si allarga per includere anche l’edificio che ha la funzione di accogliere il momento assembleare di quella comunità.

Mi piace richiamare le parole che il Cardinale Martini pronunciò qui ad Acerenza quando ci suggeriva di aver cura della nostra tradizione e della nostra storia, “Dio é con Voi, siate segno di speranza” per il mondo contemporaneo.

La Chiesa rupestre di San Michele Arcangelo ad Acerenza (Angelo Schiavone)

La grotta di Acerenza, come tutte le caverne e chiese lucane dedicate a san Michele Arcangelo, è orientata a nord-ovest cioè verso il Gargano a testimonianza della stretta relazione con quel culto (G. Otranto, F. Raguso, M. D’Agostino. S. Michele Arcangelo dal Gargano ai confini Apulo-Lucani).
Nella grotta è ancora conservata una statua lignea raffigurante il santo, opera dell’artigiano acheruntino Angelo Maria Marmo detto “Furnaciar”.<

Mons. Giuseppe Vairo Il sequestrato di Dio

Il giornalista Edmondo Soave, autore del libro “Mons. Giuseppe Vairo – Il sequestrato di Dio” rileva come nel periodo in cui il futuro vescovo si formava nei seminari di Cosenza e di Reggio Calabria: “c’era … una questione meridionale anche nella Chiesa.” Il clero, debole sotto il profilo culturale, non autonomo sotto il profilo economico, rimaneva in qualche modo impigliato nella tradizione della chiesa ricettizia asservita al nobilato locale.

Invito alla lettura – “Tetelestai” di don Cesare Mariano – Edizioni Viverein

Il libro di Don Mariano è una finestra aperta sul cielo perchè nella vita di ciascuno di noi, attraverso un costante rapporto con la Sacra Scrittura, ci sia l’Epifania del Signore. Studiare oggi la Sacra Scrittura significa cogliere Cristo come nostro contemporaneo, perchè parli agli uomini di oggi con il nostro linguaggio, colga le nostre ansie, si prenda in carico le nostre apprensioni, viva nella nostra sensibilità.