Il volontariato acheruntino si stringe compatto a sostegno della Cattedrale.

La presentazione del Tour virtuale della Cattedrale in piazza Assunzione della B.M. Vergine davanti al maestoso Duomo di Acerenza ieri sera ha assunto il ruolo di una cerimonia rituale con la quale l’Associazione Pro loco ha voluto ribadire il suo atto d’amore per Acerenza e per la Cattedrale.

Tutti gli interventi che si sono avvicendati, brevi, significativamente incisivi, reciprocamente complementari hanno suscitato in me queste emozioni che scrivo qui non per aggiungere qualcosa di mio ma per esprimere tutta la mia gratitudine alla Pro Loco. In effetti ciò che qui evidenzio era chiaramente implicito nella loro feconda comunicazione.

L’amore é autentico se non si chiude in se stesso ma si apre all’accoglienza ed all’ospitalità. Il Tour virtuale infatti é stato pensato, progettato e realizzato come un servizio ai visitatori. L’assonanza tra il nome che si é voluto dare a questo servizio “Tour virtuale” e “Turismo” non penso sia casuale, sembra infatti un preciso riferimento alla mission  propria della Pro loco tuttavia il suo significato travalica il confine identitario dell’associazione come a dire: “se tu vieni a fare un giro di valzer nella piazza del mio paese io mi sento invitato e coinvolto e ti accompagno volentieri e coordinando i miei movimenti con i tuoi, condividendo il tuo sorriso, accogliendoti nell’intimità della mio nido ( in senso oraziano ovviamente). Ti avverto però che Acerenza non é solo Cattedrale e quando mi chiedi del Museo  d’arte sacra, o della Civiltà Contadina mi lascio ancora coinvolgere ancora mentre sommessamente ti suggerisco che Acerenza non é solo storia, mi piacerebbe metterti a parte della mia ansia per il futuro, farti partecipe della trepidazione dei miei sogni, farti condividere l’impegno dei miei progetti.

L’accoglienza turistica ci consiglia di modulare il nostro linguaggio con i codici propri del villaggio globale.  Ecco, penso che ce l’abbiamo fatta, questi giovani della Pro loco sono i giovani che la nostra comunità ha allevato. Ricordo le prime esperienze nei laboratori della scuola di Acerenza  con i primi Commodore 64 e 128. Ricordo i laboratori di scrittura creativa che funzionavano egregiamente nelle classi e i loro prodotti, le loro pubblicazioni, con il ciclostile prima, a stampa poi.  É stato il primo imprinting poi i ragazzi si sono alimentati altrove come era giusto, non sono una replica del nostro profilo identitario, sono figli del loro tempo e noi? non possiamo che, con soddisfazione e gioia, stupirci.

Il tour virtuale é il risultato di un ben congegnato gioco di squadra. Il progetto in definitiva é pensiero condiviso orientato ad una meta che coinvolge un gruppo di persone nella gioia della ricerca e dell’eureka. Un pensiero che diviene fecondo nella relazione esattamente come avviene a livello biologico. La fecondità del pensiero non si esaurisce con la chiusura del progetto. Perciò per sua natura un progetto condiviso é un progetto in progress come é appunto il progetto del tour virtuale . Insomma ragazzi che dire? Continuate a stupirci!

 

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