Ursula Von der Leyen e l’anello di Gige di Emanuele Vernavà

Che i meridionali siano ancora oggi quelli del tango di Rodolfo Valentino o dei monumenti, potrebbe essere vero. Parlo però dei Meridionali del mondo, tra i quali oggi ci sono ormai tutti gli italiani. Il mondo dei monumenti alla Gloria, o quello della Gigantomachia sul timpano del Partenone di Fidia o del Discobolo di Mirone o degli uccelli che beccano l’uva di Zeusi. O  delle Basiliche della Chiesa in tutti i tempi, per soppiantare i templi pagani intitolandoli a nomi cristiani importanti, senza però dare una forma nuova, perché la forma dà visibilità alla sostanza, come quella di una domus dell’ “Ultima cena” fino alle sontuose e somme forme delle pitture di Michelangelo, un’anima diversa da quella del suo committente, Giulio II, il Papa guerriero. E così via i monumenti delle  architetture dei papi medicei e dei Borboni a Napoli e Caserta.  Aggiungi tu il resto “glorioso” nella nostra Storia. Tutto questo è in stridente contrasto con tutto quello che ha detto qualche tempo fa Max Weber e che ripete oggi Ursula von der Leyen riassumendo così l’essenza della vita: “… a pochi chilometri da Firenze … C’è un piccolo borgo chiamato Barbiana dove don Lorenzo Milani,(sic la virgola dopo Milani), ,scrisse su un muro della scuola due semplici parole, in inglese: “I care”. Ha detto ai suoi studenti che quelle erano le due parole più importanti che dovevano imparare:”M’interessa”, che io avrei tradotto “Ho a cuore” ( cfr. info@quotidiano del sud.it 7 maggio 2021, pag. VI). Infatti il cuore, appena sotto l’osso del timo, è il clinamen della storia umana, come il “quantico” lo è della realtà universale. Timo e clinamen, due parole greche, che allora distinguevano l’uomo dal resto della natura. Timo, in greco θυμὸς ( timo) e clinamen in greco κλινάμεν ( clinamen ). Il primo è la sede del “coraggio”, che noi diciamo “aver cuore”, il secondo indica l’atomo democriteo che devia senza apparente motivo determinando una realtà diversa in tutto l’universo. Tra Noi, mondo latino-cattolico, e quello di Max Weber, che poi è il mondo di Ursula von der Leyen, la differenza è proprio lì , nel ” cuore” e nei marmi, o monumenti, della storia. Sia chiaro che parlo di monumenti alla gloria del potente, non a quello per esempio, da Noi, a Mazzini Garibaldi e Cavour o a tanti benefattori dell’Umanità. Oltre che ai martiri, cioè testimoni con la vita,  come Socrate e soprattutto Cristo ed ai credenti il Lui ancora oggi. Ma non si creda che tutta questa statuaria riguardi solo il Potere, riguarda anche me, perché anche le persone più umili non fanno altro che imitare i “grandi” e di sé scolpire una statua sia pure a livello pensiero o di sogno,come farà l’ultimo dei dragoni tutto teso ad uniformarsi al suo Imperatore, Napoleone Bonaparte. E tutti i “grandi” nostrani, di questo mondo “Imperiale”, vestito di cattolicesimo alla Santa Alleanza o alla Carlo V, nel cui Impero “non tramonta mai il sole”, non hanno fatto altro che travestirsi a seconda di come fosse necessario. Noi, “meridionali”, dunque,dal più “grande” al più piccolo,siamo come Gige, quello del mito dell’ “anello di Gige” che ci racconta Socrate nel libro II della Repubblica, che ti propongo in versione articolo di giornale: ” Egli era al servizio,in qualità di pastore, del sovrano che allora regnava, ed essendo un giorno sorta una violenta tempesta accompagnata da terremoto la terra si spaccò dove lui stava facendo pascolare il gregge. Gige la vide e pieno di stupore vi scese dentro. E vide tra le altre cose,”come si racconta”,un cavallo di bronzo cavo, con delle aperture infilandosi nelle quali vide un cadavere,che sembrava più grande di quello di un essere umano e oltre a questo nient’altro vide se non un anello d’oro al dito. Lo prese e se lo mise al dito. Alla solita riunione di pastori, che si teneva per relazionare al Re ogni mese su come andavano le greggi, vi andò anche lui con l’anello al dito ecc. …”. Ma nessuno si accorse di lui, perché sfregandosi involontariamente l’anello, era diventato invisibile. Capito la cosa e ridiventato visibile, si fece includere tra gli informatori del re. Ma giunto alla reggia, divenne l’amante della regina. “Con lei congiurò contro il re, lo uccise e prese il potere”. Sembra il profilo di una carriera criminale, anche istituzionale da Noi di oggi per quanto ammantata di regole. Probabilmente ha ragione Max Weber, che, concordando pienamente con Socrate, (ne cita infatti l’inizio del libro VII della Repubblica), vede nell’anima, che persegue il Bene, la fonte di una vita sociale giusta ed al servizio del bene comune. Il mondo anglosassone è tutto servizio privato, e la Regina in Inghilterra o Biden oggi negli USA non sono visti come nemici, ma come quelli il cui “care” è il benessere dei cittadini dei loro territori. E se viene fuori qualcuno irreparabilmente votato al delitto, la giustizia arriva rapida e certa. La giustizia è la chiave di snodo nella società. Lo diceva S.Agostino, io lo ripeto quasi sempre sul quotidiano. Spero che il ministro Cartabia  abbia la forza di far “convertire” gli italiani alla giustizia, senza che continuino invece a pensare ai propri meschini interessi, se persone come me, o al potere da conquistare, se ci si immette nel cursus honorum, come fa Gige e secondo il pensiero di Trasimaco, il più duro antagonista di Socrate.

3 thoughts on “Ursula Von der Leyen e l’anello di Gige di Emanuele Vernavà

  1. Il discorso sui miti é senza dubbio affascinante, sapienzale per molti aspetti, ma anche molto difficile da gestire. L’anello di Gige a cui fai riferimento è una pagina mitica nella quale si collocano i meravigliosi eventi che si sono celebrati a Roma in questi giorni dove tutti i grandi del mondo si sono riuniti con sistemi diversi compatibili con l’attuale situazione d’emergenza per raccogliere l’urgente grido accorato di papa Francesco: tacciano le armi, é il momento di distribuire vaccini, non bombe, é il momento tingere di verde il pianeta cancellando ogni traccia di sangue.
    Nel magnifico scenario di Villa Panfili il grande sogno di una svolta epocale è stato annunciato come possibile. La politica sembra aver cambiato registro. A me sembra un miracolo. Ma!!! Forse siamo davvero autorizzati a sognare!!! I miti sono testi profetici. Grazie Emanuele! ciao.

  2. Caro ispettore Francesco Nacci, caro preside Emanuele Vernavà,
    Le vostre provocazioni in rete e sui giornali non vanno lasciate cadere! Non si può risolvere il problema dell’educazione modificando semplivemente i tavoli con i piedi a rotelle per superare la ritualità statica della liturgia della classe. Non può bastare mettere sui tavoli non il θυμὸς, il “mi sta a cuore” dei docenti e dei ragazzi ma la lezione fredda anzi gelida del computer.
    Lo spartiacque, pardon, il κλινάμεν dell’educazione non sta nella digitalizzazione informatica, pur tuttavia necessaria per ridurre la complessità dei linguaggi della modernità, ma bisogna rimettere in auge la cultura classica perché non si sconvolga la gerarchia degli autentici valori umani. La parola chiave come Emanuele suggerisce é il coraggio di rimettere in classe la pedagogia maieutica della levatrice di socratica memoria.
    Spero di trovare il tempo nei prossimi giorni per tentare di spiegare con gli strumenti della psicanalisi il mito dell’anello di Gigi avendo però lo sguardo rivolto agli epocali eventi che stanno animando la politica economica e sociale dei nostri giorni.
    Intanto grazie per gli stimoli preziosissimi che avete offerto alla nostra attenzione.
    Con affettuosa deferenza
    Donato Pepe

  3. Caro Donato, ti anticipo che siamo sulla stessa riga. Per quanto riguatda la pscicanalisi, ti ricordo soltanto, anche se non ne hai bisogno, che il Labirinto fu espugnato fa Teseo con l’aiuto di Arianna che ripago’ abbandonandola sull’isola di Nasso.Eva e Maria di Naxareth hanno fatto la storia. Zeus, e tutti i suoi simili di genere, ha solo seminato sotto la spinta della Natura. “L’origine del mondo e’ la donna”; i fuchi servono pochissimo e per poco tempo all’alveare.

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